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Antonio Onorato, one jazz night al Moro … a new Quartet

Serata davvero indimenticabile al famosissimo pub cavese ‘il Moro’ dove Antonio Onorato, anima eccelsa del sound napoletano e jazz italiano, ha presentato il new project rivoluzionando, in parte la formazione del suo quartetto. Alla batteria acustica ed elettronica, l’inseparabile Mario De Paola, alle tastiere, piano elettrico ed acustico, il salernitano Alessandro La Corte mentre al basso si registrava elettrico la ‘new entry’ dell’eclettico quanto raffinato Giuseppe Arena.
Dicevamo di una serata che difficilmente potrà essere dimenticata ma ovviamente si è trattato di un momento fondamentale anche per chi seguiva le calde note di un ‘neapolitan jazz’ che ha ammaliato tutti. Il Moro ha registrato, infatti per l’Antonio Onorato 4tet, un sold out da brivido.
Il concerto si snoda in maniera fluida ed ha inizio con il famosissimo brano che Onorato ha quasi sempre suonato nelle aperture delle sue diverse formazioni. Inizio concerto alle 22.35 con il famosissimo brano ‘Gaga’. Seguono poi atri bani famosi che contraddistinguono la linea di sound partenopeo dell’artista che viene seguito passo dopo passo da un superbo e precisissimo Mario De Paola, integrato nella sezione ritmica da un elegante Giuseppe Arena, e da Alessandro La Corte che pare si sia integrato molto bene tra le armonie di una melodia jazz napoletana.
Un parterre di tutto rispetto affolla il locale metelliano, che ha ospitato migliaia di artisti jazz, blues, brasilian ensemble e talvolta anche rock. Gaetano Lambiase, proprietario de Il Moro, ha sempre avuto un occhio di riguardo per Onorato, Joe Amoruso (ancora in condizioni molto precarie per i suoi noti problemi di salute) e per il jazz partenopeo.
Un ottimo e scelto parterre, dunque, dove erano seduti ad ascoltare con religiosa attenzione il regista Rai Gino Aveta, il professore universitario Mario Monteleone docente universitario e ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione e con un passato … da chitarrista. Molto interessante anche la presenza della famosissima sassofonista salernitana Carla Marciano e quella di Matteo Saggese, notissimo pianista, arrangiatore e produttore di origini salernitane ma attualmente residente a Londra e seduto in prima fila. Con un volo diretto è stato riportato in Italia per ascoltare l’indio napoletano in compagnia dell’ex bassista e voce del famoso gruppo degli Scritti Politti. Molti i nomi di rilievo presenti all’appello di Onorato. Troppi i personaggi, impossibile ricordarne tutti i nomi.

Fatto è che la serata scivola via in maniera sempre più coinvolgente ed Onorato si alterna con la Gibson 175 Thinline, la Hammer e la bellissima Yamaha G10 (chitarra a fiato). Una delle novità proposte da chitarrista partenopeo è stato l’utilizzo del microfono e della sua particolarissima voce.
Devo dire che, però, durante il rilassante e divertente soundcheck, Antonio ha spesso cantato brani del suo ultimo lavoro ‘Vesuvio Blues’.
Durante la serata, verso la fine, si è prodotto in uno show che ha coinvolto l’intero pubblico con un assolo di chitarra esprimendosi superbamente in un brano di puro free jazz per chiudere con un brano stupendo il cui finale è stato caratterizzato da una performance dell’intero gruppo con adrenalina a mille e dall’uso particolare della chitarra di Onorato che, prendendo un bicchiere da un tavolo vicinissimo, lo ha usato sulle corde del manico ottenendo suoni spaziali e che hanno ricordato molto il rock che ha da sempre dentro. Immediatamente dopo, durante un’emozionante e coinvolgente assolo che camminava veloce ed in perfetto tempismo con la sua voce modificata dal vocoder è riuscito a trasmettere emozioni grandissime ed adrenalina pura. Da segnalare la mutazione del quartetto in quintetto quando ad un certo punto della serata, proprio accanto ad Alessandro La Corte, è andato a sedersi, dinanzi al pianoforte, Matteo Saggese che ha sfoggiato gran jazz per una serata tutta da incorniciare.

Antonio Onorato a fine serata

«Sono molto contento della serata e sono stanchissimo. Il quartetto era nuovo e pertanto ha dovuto svolgere anche un compito gravoso: quello di stare attento a tutti gli altri musicisti, che a dire la sincera verità si sono integrati davvero bene nell’idea di sound che ho in testa. Ampia fiducia in professionisti di tale calibro … ma a volte, almeno nelle prime occasioni occorre essere attenti e seguire con dovizia strumento per strumento. Tutto è andato come previsto e sono davvero, come dire … onorato di così tanto seguito e delle presenze illustri che hanno popolato il parterre del Moro. Per me una serata davvero da non dimenticare, considerando che il nuovo progetto ed il nuovo quartetto è stato battezzato proprio al Moro. Non so cosa aggiungere … sono molto soddisfatto e stanotte dormirò contento anche perché sono consapevole di essere giunto ad un nuovo punto di svolta. Andare avanti con decisione e convinzione è il mio motto da sempre … come pure il regalare emozioni a chi ascolta. Non dimentichiamo che il musicista è una ricetrasmittente che deve offrire al pubblico energia positiva. »

Antonino Ianniello

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