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La Torre di Cetara e la sua conca

una perla della Costiera Amalfitana

Agosto, mese dedicato alle gite fuori porta, ai bagni di mare e, perché no, ai trekking in montagna.
In genere il salernitano, soprattutto intorno a Ferragosto, preferisce andare al mare poiché, grazie alla privilegiata posizione geografica del Capoluogo, può scegliere tra la Costiera Amalfitana ad ovest e quella Cilentana a sud.
Da bambino, andavo con i miei genitori in un lido balneare del quartiere Torrione; da adolescente, tuttavia, capitava di andare a farmi un bel bagno con gli amici fuori Salerno, prediligendo l’inizio della Costa d’Amalfi.
Si andava, in particolare, verso Cetara puntando una spiaggetta che precede il pittoresco paesino di pescatori. Ricordo, forse agl’inizi degli anni ’90 proprio nel periodo di Ferragosto, di aver fatto persino il bagno di notte in quella conca: la sensazione provata fu di grande entusiasmo ed emozione, il mare poi di notte è caldo e quindi si avvertiva molto di più la differenza tra l’acqua e l’aria fresca della notte. Proprio in quell’occasione si aspettò l’alba, un’altra esperienza davvero indimenticabile: i colori della Costiera, con il sorgere del sole, si fanno più netti, marcati. La costa, infatti, s’illumina per prima dato che è rivolta proprio verso sud-est e il sole fa capolino, nel periodo estivo, dalle colline di Salerno baciando il massiccio dei monti Lattari e tutta la sua folta e rigogliosissima vegetazione.
Alla spiaggetta si accede fiancheggiando l’antica torre di Cetara che costituisce una sorta di quinta scenica caratterizzata dalla scogliera e dalla struttura storica che chiude ad ovest la conca stessa. La torre visibile tutta, sia dalla sua spiaggetta che dal paese stesso, presenta una struttura primordiale costruita nell’epoca angioina – XIII secolo – posizionata quasi a filo sul mare, realizzata per difendere la popolazione dalle continue scorribande dei saraceni.
Nel XVI secolo fu costruita una ulteriore torre proprio a ridosso di quella angioina, i cui lavori furono affrontati nel 1567 dal maestro di muro Camillo Casaburi di Cava De’ Tirreni. La struttura angioina è a pianta ellittica un po’ allungata, quella vicereale, invece, è a pianta quadrata con tipologia a doppia altezza o doppia piazza con quattro troniere sia sul fronte mare che sul retro; ai suoi lati, invece, si notano tre troniere in corrispondenza della piazza bassa e due su quella alta.

 

Particolare di questa torre , oltre la sua considerevole altezza ( la prima piazza infatti è a 32 metri sul livello del mare ed è a + 12 metri rispetto alla piazza angioina) è sicuramente il non diretto collegamento visivo con le altre torri posizionate lungo la costa, in quanto essa serviva esclusivamente a difendere il paesino di Cetara dall’approdo nemico. Nel 1817 la struttura venne acquistata da privati e quindi tutto l’interno venne stravolto per renderlo abitabile: non solo l’interno si modificò ma anche l’esterno, particolarmente alterato con l’aggiunta di sopraelevazioni proprio sulle due piazze della torre vicereale.

 

Nel 1998 fu acquistata dal Comune di Cetara per iniziare, quattro anni dopo, lavori di consolidamento e restauro e riaprirla nel 2012 al pubblico trasformata ormai in museo civico. All’interno di essa si possono ammirare gli elementi tipologici del periodo vicereale , le scale i passaggi interni, le sue cisterne per la raccolta dell’acqua piovana, i locali di guarnigione dove alloggiavano le milizie ed i cavalli. Insomma la Costiera Amalfitana non è solo paesaggio, mare spiagge e conce raggiungibili solo in barca, ma è anche storia, e non solo quella della città di Amalfi, ma anche di tanti paesini che la circondano, come Cetara, e di tante chiese, palazzi e soprattutto torri storiche d’avvistamento, così belle ed imponenti, strutture che caratterizzano fortemente tutto il paesaggio della Divina Costa, rendendola ancora più interessante , attraente ed unica al mondo!

Daniele Magliano

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