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Natura e parchi

Un viaggio attraverso colori, luce, contrasti: gli ambienti naturali della Campania, per la loro varietà, non temono confronti. Una natura spettacolare dove coste a picco sul mare, pianure e rilievi di natura vulcanica si alternano a colline e montagne della dorsale appenninica. Il cielo, il mare, il verde, le rocce laviche s’intrecciano e fanno da sfondo a panorami tra i più celebri al mondo. Gli antichi la chiamavano Campania felix per la posizione geografica privilegiata, per il clima mite e la fertilità del suolo. Qui il turista può godere percorsi naturalistici suggestivi tra resti di civiltà remote, paesini medievali arroccati su costoni rocciosi, città dense di storia: gran parte di questa terra è stata meta sin dall’antichità di viaggiatori, letterati e artisti, stregati dalle vedute che si aprivano tra vigneti, agrumeti e ginestre. Le aree d’interesse ambientale, che ospitano anche animali e piante di specie rarissime, ricoprono una parte consistente del territorio regionale. Escursioni naturalistiche, paesaggistiche e turistico-culturali, trekking ma anche sci di fondo, aree attrezzate per pic-nic, passeggiate a piedi, a cavallo o in mountain bike, birdwatching e itinerari subacquei: sono solo alcune tra le attrattive che la Campania offre a chi ama vivere a contatto con la natura.

Il Cilento

Il Cilento è terra di mare cristallino e di cime incontaminate, di spiagge morbide e di rocce aspre, di valli verdeggianti e di catene montuose, di colline punteggiate di olivi e di costoni sui quali sono ‘aggrappati’ borghi antichi. Una varietà spettacolare di ambienti naturali, ma anche una terra ricca di storia e di miti: dai siti archeologici di Paestum e di Velia alla grandiosa certosa di San Lorenzo a Padula, fino ai richiami omerici che aleggiano nelle leggende della sirena Leucosia e del nocchiere di Enea, Palinuro, che dà il nome alla più nota stazione balneare della costa cilentana.

Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano

Il Parco copre un’area molto estesa (181.048 ettari) e interessa 80 comuni della provincia di Salerno. Il territorio tutelato è stato dichiarato dall’Unesco Riserva mondiale di Biosfera e rientra nel Patrimonio mondiale dell’umanità, riconoscimento per la prima volta attribuito a un parco mediterraneo. Il Parco si caratterizza per l’estrema varietà dei suoi ambienti dovuta alla compresenza di due diverse nature geologiche: il Flysch del Cilento, che si riconosce per la stratificazione multiforme e policroma delle rocce e per la presenza della macchia mediterranea, e le rocce calcareo-dolomitiche di cui sono formati i monti Alburni, il monte Cervati e, più a sud, i monti Bulgheria, Gelbison e Cocuzza. Qui il panorama si fa più aspro: gole, sorgenti, cascate, grotte, cavità e, laddove il suolo e l’acqua lo consentono, anche boschi fitti e prati fioriti. Circa 3.000 le specie botaniche censite nel Parco: macchia mediterranea, pino, olivo e alberi di fico sulla costa, boschi di leccio e latifoglie nella fascia collinare e, ancora più in alto, castagno, faggio, abete bianco e betulla. La flora, molto ricca, vanta specie endemiche importanti come la ‘primula di Palinuro’, non a caso simbolo del Parco. Anche la fauna è assai diversificata, in virtù della varietà degli ambienti presenti. Tra i mammiferi, il cinghiale, la volpe, il tasso, il ghiro e il lupo e la lontra. Di particolare interesse l’avifauna: tra gli esemplari più rari, l’aquila reale, il gabbiano corso e il gracchio corallino. Molte le escursioni possibili nel Parco: dalle passeggiate a piedi o in mountain bike al trekking. Sono 15 gli itinerari naturalistici proposti dalle guide, alcuni facilmente accessibili, altri riservati ai più esperti. Da non dimenticare un paio di scarpe adatte al trekking, una macchina fotografica, un binocolo e, per gli itinerari che prevedono escursioni nelle grotte, una giacca impermeabile. Numerose le attività praticabili a contatto con la natura: birdwatching, immersioni subacquee, percorsi speleologici amatoriali. Infine, per coloro che scelgono una vacanza all’insegna del benessere, tappa obbligata sono le acque termali di Contursi Terme e di Montesano sulla Marcellana.

Nelle viscere della terra

Le grotte di Castelcivita, insieme a quelle di Pertosa/Auletta, sono l’attrattiva naturalistica principale dei monti Alburni. Il percorso speleologico amatoriale, lungo all’incirca 3 chilometri, è molto emozionante: sembra di entrare nelle viscere della terra, in un mondo fiabesco, animato dai ‘disegni’ delle formazioni calcaree. Le grotte di Pertosa/Auletta risalgono a circa 35 milioni di anni fa e furono abitate già nell’età della pietra. La cavità è un insieme di gallerie, anfratti, pozzi e caverne dai contorni fantastici e la visita richiede, per la presenza di un fiume sotterraneo, l’utilizzo di una zattera. Le grotte del Bussento sono un vero e proprio inghiottitoio del fiume Bussento che, per circa 6 chilometri, scompare sotto terra per poi riaffiorare oltre il monte Rotondo, nel comune di Morigerati. L’area è un’oasi posta sotto la tutela del WWF, così come le gole del Calore.

Un tuffo nel blu

Partendo dalla piana della foce del fiume Sele, la costa cilentana si presenta con lunghe spiagge sabbiose che si alternano a boschi di eucalipti e pinete per poi lasciare spazio, a partire da Agropoli fino al golfo di Policastro, a baie e insenature, porticcioli e spiagge, promontori e grotte marine. Lungo la costa si susseguono rinomate località balneari e oasi verdi come il paradiso naturale di Punta Licosa dove si incontrano una vegetazione mista di sclerofille, pini d’Aleppo e gariga, alcune specie di uccelli di importanza comunitaria (il falco pellegrino e il gabbiano corso) e un mare cristallino. Nella zona antistante Santa Maria di Castellabate è in via di istituzione un Parco Marino Subacqueo a tutela delle specie marine presenti.


Più a sud, da Pisciotta a Palinuro e da Marina di Camerota a Scario, la costa è un’alternarsi di arenili e piccole baie, di cave e di grotte (quasi tutte accessibili solo da mare). A Palinuro, la Grotta azzurra ha poco da invidiare alla sua omonima caprese: anche qui un fenomeno di rifrazione della luce colora le acque di un azzurro intenso. Non lontano, tra le rocce del colle di Molpa, c’è la Grotta delle ossa, dove sono stati ritrovati resti di armi in selce, a testimonianza della lunga storia cilentana. Le pareti della grotta, tra stalattiti e stalagmiti, sono ricoperte da numerosi frammenti ossei di uomini e di animali. Infine, vicino Marina di Camerota, la Baia degli Infreschi offre fondali e paesaggi davvero spettacolari.

La Riserva Naturale Regionale Foce Sele e Tanagro

La riserva comprende un vasto sistema fluviale, quello del Sele nella sua piana, e il corso del Tanagro dal Vallo di Diano alla confluenza nel fiume maggiore. Il Sele presenta lembi di zone umide che ospitano una ricchissima varietà di specie acquatiche e terrestri: in particolare nell’Oasi di Persano  gli appassionati di birdwatching potranno osservare cicogne nere, aironi e diverse specie di falchi e anatre. Questa è anche la zona più ricca di lontre in Italia.

Il Parco Naturale Regionale dei Monti Picentini

Il Parco si estende per oltre 80.000 ettari e abbraccia 33 comuni delle province di Avellino e Salerno. È un ambiente prealpino con alte cime montuose ricoperte da fitti boschi di faggio, a tratti quasi impenetrabili. Tra i monti si celano verdi vallate, canaloni profondamente incisi con acque e cascate (è qui che nascono i fiumi Calore, Sele, Sarno e Ofanto), angoli di natura incontaminata, rifugio di rare specie di uccelli. Alberi di castagno, acero, frassino, tiglio e rovere sono presenti fino ai 1000 metri; più a valle, ecco pascoli estivi ricchi di sorgenti, alberi di nocciole, vigneti e oliveti. La flora è molto varia, con oltre 1000 specie; notevoli le faggete. Negli ambienti umidi cresce un’erba rarissima, la ‘stella amalfitana’ (Pinguicola hirtiflora), una pianta carnivora tipica delle regioni meridionali. Lungo le pendici dei monti sono di casa lupi, volpi, cinghiali, lepri, piccoli roditori e alcune importanti specie di uccelli come l’aquila reale, il falco pellegrino, ma anche gufi, picchi, poiane e nibbi. Tutta l’area del Parco è una meta ideale per chi ama fare sport all’aria aperta. Trekking, pedalate in mountain bike, passeggiate tra prati e boschi, sono tante le possibilità offerte da questo paradiso montuoso.
Nel cuore dei monti Picentini c’è l’altopiano carsico del lago Laceno, un vasto pianoro ben attrezzato per escursioni a cavallo e pesca sportiva, ma anche per rilassarsi al sole sulle rive del lago. Nella stagione invernale la zona è un’apprezzata stazione sciistica con circa 30 chilometri di piste di vario tipo (compreso lo sci di fondo) e moderni impianti di risalita. Ampia è l’offerta alberghiera, con hotel, pensioni, agriturismi, bed & breakfast. E, ancora, locande, trattorie e ristoranti rinomati che coniugano passione, esperienza e innovazione. Da non dimenticare, infine, che l’Irpinia è terra di vini. È qui che si producono il Fiano di Avellino, il Greco di Tufo e il Taurasi, i tre fiori all’occhiello della viticultura campana, non a caso insigniti dal prestigioso marchio Docg.

Il Parco Naturale Regionale dei Monti Lattari

Il Parco ricopre parte del territorio della Penisola sorrentina e della Costiera amafitana, da Castellammare di Stabia a Vietri sul Mare. Ampio e articolato il sistema di sentieri: il più spettacolare è quello chiamato non a caso “Sentiero degli dei”, che porta da un versante all’altro della Penisola. La vegetazione del Parco è caratterizzata in prevalenza da macchia mediterranea, ma sono presenti anche molte altre varietà botaniche. Sulle alture ci sono boschi di latifoglie con bellissime faggete, più a valle si incontrano leccete e pinete e, nei valloni solcati da ruscelli, è facile trovare le felci. Infine, viti, olivi e agrumi. I mammiferi più diffusi sono la volpe, la faina, la lepre, mentre moltissimi sono gli uccelli. Il monte Faito è la cima più alta del Parco. Interamente ricoperta da boschi di faggio e di castagno è raggiungibile anche in funivia (4 aprile-30 ottobre) da Castellammare di Stabia. Sui versanti della montagna sono presenti la ginestra dei carbonai e la macchia mediterranea, il sottobosco invece è ricco di felci, ciclamini, corbezzoli, rose selvatiche e fragole. Dal “Belvedere” si gode un panorama incantevole sui golfi di Napoli e Salerno; nelle giornate luminose lo sguardo può arrivare ad abbracciare il promontorio del Circeo, l’arcipelago pontino e i lontanissimi templi di Paestum.

La Riserva Naturale Statale Valle delle Ferriere

Nel cuore della Costiera amalfitana, la Riserva è un prodigio della natura tutelato dall’Unesco e Sito di interesse comunitario. L’area si estende all’interno di una profonda vallata che unisce le valli dei Mulini e delle Ferriere. L’habitat naturale dà vita a specie di piante rare in Italia come la felce Woodwardia radicans, una sorta di fossile vivente risalente al Terziario. La Valle è anche conosciuta per la presenza di corpi di fabbrica di cartiere – le più antiche d’Europa – che producevano la famosa carta di Amalfi. Due quelle rimaste ancora in attività: meritano senz’altro una visita, insieme al delizioso Museo della carta.

Il Parco Naturale Regionale del Fiume Sarno

Il Parco interessa l’intero corso del fiume, dalla sorgente, tra le montagne di Sarno, alla foce nei pressi di Torre Annunziata. Il Sarno, già noto per l’inquinamento in alcune zone, presenta vaste distese selvagge e incontaminate, attraversa bei centri storici e irriga una fertile pianura. L’obiettivo dell’Ente Parco è la rivalutazione ambientale del territorio e il risanamento dell’intero bacino fluviale. Tra i progetti più interessanti è la creazione di un parco archeologico, in località Longola di Poggiomarino, dedicato al villaggio su palafitte del II millennio a.C. ritrovato sulle rive del fiume: le palafitte sono costruite su isolette ricavate tra canali artificiali, creando una specie di Venezia preistorica.

Il Parco Naturale e Oasi Diecimare

Tutelato dal WWF, è un bosco di circa 450 ettari alle propaggini orientali dei monti Lattari. Molto interessante per l’estrema varietà degli ambienti e per la presenza di piante aromatiche e medicinali. Diverse le specie animali, come il barbagianni e altri uccelli, e moltissime le farfalle, tra le quali il coloratissimo macaone, simbolo del Parco. L’area è organizzata in sentieri di difficoltà e tipologie diverse (didattico, faunistico, botanico, paesaggistico).

La Riserva Naturale Marina di Punta Campanella

La Riserva comprende la fascia costiera che va da Punta del Capo, sul versante del golfo di Napoli, a Punta Germano, sul versante del golfo di Salerno: un alternarsi molto suggestivo di grotte, insenature e baie. A poche miglia dalla costa, piccoli scogli sparsi qua e là (Vervece, Vetara, Isca e Li Galli) rappresentano un vero e proprio paradiso per gli appassionati di immersioni. Nella Riserva, le specie arboree e floreali tipiche della macchia mediterranea sono presenti in abbondanza. Il verde della Costiera si ripropone anche sott’acqua, con alghe variopinte e una ricchissima fauna marina. La natura calcarea delle rocce ha favorito il formarsi di grotte e cavità di grande interesse per i subacquei. Da non mancare è la Grotta dello Zaffiro: ci si arriva dopo un breve percorso sott’acqua e si emerge in enormi cavità di calcare rivestite da stalattiti e stalagmiti. Infine, la straordinaria Baia di Ieranto, dominata dalla torre saracena di Montalto. La Riserva propone 4 itinerari tematici, sotto il segno dell’archeologia industriale, della archeologia rurale, del sistema difensivo e della natura.

Punta Licosa

Punta Licosa, da poco tempo eletta ad area marina protetta , è uno dei siti più belli e ricchi di suggestioni dell’intera costa cilentana. Plinio e Strabone sostengono che il promontorio prende il nome dalla sirena Leucòsia, il cui vano tentativo di sedurre Ulisse è narrato nel canto XII dell’Odissea. Sull’isolotto sono stati ritrovati i resti di mura ancora intonacate, che scompaiono alla vista quando c’è mare grosso.

Punta Infreschi

Superata Marina di Camerota, la scogliera si protende verso il mare, formando Punta degli Infreschi. Ancora miracolosamente immune dagli insediamenti umani, è uno dei siti di maggiore suggestione dell’intero Cilento costiero. Un angolo di paradiso al centro del quale si apre un approdo naturale, meta di numerosissimi diportisti in ogni stagione dell’anno, e protetto da banchi di roccia contro cui si rompono le spumeggianti onde di un mare incredibilmente azzurro. E’ la seconda oasi marina protetta del Cilento, di recentissima istituzione: nelle acque di questa splendida baia non è raro imbattersi in banchi di delfini, attirati dalla straordinaria abbondanza di pesce azzurro e cefalopodi.

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