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“Le Donne dell’Antichità” di Anselm Kiefer in mostra a Ravello

24 Agosto 2025

Ravello, Salerno-

La Fondazione Ravello, in collaborazione con la Galleria Lia Rumma, presenta “Le Donne dell’Antichità” di Anselm Kiefer, esposizione che sarà allestita a Villa Rufolo dall’11 luglio al 2 settembre 2025 nell’ambito del Ravello Festival 2025.

Il progetto si concentra su uno dei temi più ricorrenti nella ricerca di Anselm Kiefer: la figura femminile come forza generativa, distruttiva o iniziatica. “Le Donne dell’Antichità”, ispirate a protagoniste della storia romana, della mitologia greca e delle tradizioni nordiche, sono rappresentate quali presenze archetipiche o simboliche.
Nomi evocati, corpi senza volto o frammentati, teste assenti o sostituite da oggetti come libri, piombo o filo spinato, abiti irrigiditi nel gesso, vestigia rituali, sospese tra rovina e monumentalità. Queste figure abitano un tempo fuori dalla cronologia e mettono in crisi ogni narrazione lineare del potere e della conoscenza.
Il percorso espositivo si sviluppa negli spazi di Villa Rufolo e nel suo storico giardino, progettato da Francis Nevile Reid nel XIX secolo. L’architettura stratificata della villa – con le sue sale, logge e affacci sul paesaggio costiero – entra in dialogo con le opere, sottolineandone la dimensione scenica e metastorica.

La mostra riunisce alcune figure femminili della storia e del mito come Paete, che rievoca il gesto di Arria, matrona romana che si colpisce al ventre pronunciando al marito la celebre frase: “Paetus, non dolet”.

Ave Maria Turris Eburnea (2018-2025) “Santa Maria, Torre d’Avorio”, invocazione alla Vergine Maria tratta dalle Litanie Lauretane, è una metafora che celebra la purezza, la nobiltà e l’elevazione spirituale di Maria simbolo di nobiltà e inviolabilità. Gezabele (2016) evoca la figura biblica di Jezabel, principessa fenicia figlia di Ethbaal, re di Tiro e sacerdote di Baal, che introdusse il culto di Baal in Israele e fu tragicamente gettata da una finestra, preda dei cani. Tornando ancora alla storia, Apollodors Liste, con il suo lungo strascico che accoglie lo svolgersi di una spirale di piombo su cui è disposta una serie di fotografie di architetture in rovina o altri elementi simbolici, diventa una metafora evocativa — un catalogo visivo e scultoreo della memoria culturale, della perdita e della continuità, che richiama il peso della storia, la persistenza del mito e la natura ciclica del tempo.

Completa la mostra una serie di “vetrine”, teche in vetro emblematiche nella produzione artistica di Kiefer, che custodiscono materiali eterogenei e organici come cenere, ferro, piombo, foglie, terracotta, fiori, piante e testi scritti. «Il vetro delle vetrine – spiega Kiefer – è in qualche modo una pelle semipermeabile che collega l’arte con il mondo esterno in una relazione dialettica». Il contenuto delle opere, come reliquie accessibili solo a distanza, rimanda a un processo creativo in fieri ed evoca nello spettatore simbolismi e riferimenti all’immaginario dell’artista tedesco: dalla mitologia alla poesia, dalla filosofia al misticismo ebraico.

Villa Rufolo

Piazza Duomo 1, Ravello
ore 9.00-20.00 (ultimo ingresso alle ore 19.30)
Nei giorni dei concerti del Ravello Festival
l’orario di chiusura di Villa Rufolo è soggetto a variazioni.

Biglietti

€ 8,00 ordinario
€ 7,00 per gruppi a partire da 15 persone
€ 6,00 per over 65 e bambini dai 5 ai 12 anni

I biglietti si acquistano solo in loco. Non è richiesta prenotazione.

 

 

 

Alessandro Cicalese

Foto di Alessandro Cicalese

Alessandro Cicalese

Studente all'Accademia delle Belle Arti di Napoli, Indirizzo Cinema e Audiovisivo

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