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Napoli: Il ritorno in Accademia dei due Leoni restaurati di Tommaso Solari

19 Dicembre 2025

Napoli- Il ritorno in Accademia dei due Leoni restaurati di Tommaso Solari

Dopo sette mesi di assenza, i due Leoni di Tommaso Solari rientrano all’Accademia di Belle Arti di Napoli, al termine di un restauro strutturale e conservativo, ritrovando la loro collocazione originaria sulla facciata dell’Istituzione in Largo Nanni Loy. Il ritorno delle opere segna una tappa fondamentale di un articolato progetto di studio, conservazione e restauro, sviluppato secondo un modello integrato che coniuga ricerca scientifica, didattica e collaborazione istituzionale.

Le due opere, fuse nel 1883 su modelli in gesso dello scultore Tommaso Solari, sono state oggetto, in questi mesi, di un intervento reso possibile grazie all’iniziativa dell’avv. Antonino Magliulo, membro del Consiglio di Amministrazione dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, di concerto con la Presidente Rosita Marchese e il Direttore Giuseppe Gaeta, e al principale sostegno del Lions Club Napoli Lamont Young, con il quale l’Accademia ha sottoscritto un protocollo d’intesa. Nell’ambito delle proprie attività di impegno per la tutela e la valorizzazione del patrimonio artistico e morale della città, il Lions Club ha attivato nel dicembre 2024 una raccolta fondi, sostenuta da numerosi partner e amici, in gran parte destinata al restauro delle prestigiose opere dell’Accademia.

«Penso che sia un dovere morale per associazioni come la nostra – sottolinea l’avv. Antonino Magliulo Lions Club Napoli Lamont Young, Presidente Lions contribuire al recupero dell’enorme patrimonio artistico e culturale della città di Napoli, Il ritorno dei Leoni di Tommaso Solari all’Accademia di Belle Arti di Napoli rappresenta per noi Lions un simbolo potente: la forza della comunità quando si unisce per custodire e valorizzare il proprio patrimonio. Il nostro impegno nasce dalla convinzione che la bellezza e la memoria storica siano patrimoni collettivi da tutelare e tramandare alle generazioni future. Abbiamo deciso di sostenere questo restauro non solo come gesto di tutela artistica, ma anche come segno di responsabilità civica, in linea con i valori lionistici di servizio, solidarietà e partecipazione. La collaborazione tra istituzioni, cittadini e associazioni è la prova che la cultura può favorire coesione sociale e crescita morale. Questi Leoni tornano oggi a vegliare sulla facciata dell’Accademia, ma soprattutto tornano a parlare alla città: ricordandoci che il patrimonio non è un’eredità da contemplare, bensì un impegno da condividere.»

Il progetto nasce dopo anni di osservazioni e studi sulle opere, su iniziativa della professoressa Federica De Rosa, delegata alla tutela del patrimonio dell’Accademia, con la collaborazione della professoressa Paola Fiore, delegata alla manutenzione. Dal 2018 a oggi i Leoni sono stati sottoposti a un costante monitoraggio conservativo, finalizzato allo studio della statica attraverso indagini conoscitive sulla struttura interna e sul decadimento del materiale costitutivo. Le attività sono state condotte dalla Scuola di Restauro dell’Accademia, con la docente restauratrice professoressa Merj Nesi, in collaborazione con il fonditore e docente Antonio Del Giudice. L’intervento è stato eseguito sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, presso la Fonderia Nolana, dalla professoressa Merj Nesi con Antonio Del Giudice e il coordinamento della professoressa Federica De Rosa.

«Che questo intervento sia stato reso possibile grazie al sostegno di privati cittadini – dichiara la professoressa Federica De Rosa, delegata alla tutela del patrimonio dell’Accademia – attraverso il Lions Club Napoli Lamont Young, è per noi particolarmente significativo. I Leoni, realizzati in ghisa, appartengono a quella stagione in cui le città si decoravano attraverso l’arredo urbano, costruendo identità e decoro nello spazio pubblico: sono opere nate per essere attraversate come parte della vita civile. Il restauro ha messo al centro il dialogo tra le competenze dell’Accademia. È stato un lavoro corale, che ha intrecciato Scuola di Restauro e Scuola di Scultura, coinvolgendo anche la Scuola di Fotografia e di Cinema.»

Con il rientro delle opere, dopo un accurato intervento di risanamento strutturale, di pulitura, stabilizzazione e accordature cromatiche che hanno restituito la leggibilità materica dei manufatti, prenderà avvio una nuova fase di restauro. Nell’ambito delle attività didattiche della Scuola di Restauro dell’Accademia, si concluderà in loco il restauro estetico e conservativo dei Leoni e saranno avviati interventi di pulitura e restauro dei basamenti e della facciata. Il cantiere en plein air costituirà un’occasione di sensibilizzazione della cittadinanza al rispetto, alla cura e al decoro dei monumenti pubblici, trasformando l’intervento conservativo in un momento di restituzione e condivisione con la città.

«Il cantiere di restauro dei Leoni – dichiara la professoressa Giovanna Cassese, coordinatrice della Scuola di Restauro – ha rilanciato con forza un modello culturale e operativo fondato sulla cooperazione tra istituzioni pubbliche e private, sulla conoscenza scientifica, sulla formazione e sulla sinergia tra competenze specialistiche. Un modello che si conferma oggi strategico per la tutela, la trasmissione e la valorizzazione del patrimonio, in coerenza con i principi della Convenzione di Faro e con una visione del patrimonio come eredità culturale condivisa, profondamente legata alla comunità.»

Storia dei Leoni

I due Leoni collocati sulla facciata dell’Accademia sono fusioni in ghisa tratte da modelli in gesso di Tommaso Solari, donati all’Istituzione. Dai documenti conservati nell’Archivio Storico dell’Accademia di Belle Arti di Napoli risulta che la fusione delle opere, indicate come realizzate in “ferro”, fu affidata alla ditta De Lamorte nel 1883. I Leoni in ghisa sostituirono due precedenti leoni in gesso, collocati sulla facciata in occasione dell’Esposizione Nazionale del 1877, ospitata nel Real Istituto di Belle Arti. L’acquisto delle opere fu approvato dal ministro Giuseppe Fiorelli il 4 novembre 1882; la ditta De Lamorte ricevette i modelli in gesso nel febbraio 1883 e consegnò le fusioni nell’estate dello stesso anno.

L’artista: Tommaso Solari

Nato a Napoli il 4 settembre 1820, Tommaso Solari si formò al Real Istituto di Belle Arti e fu pensionato a Roma dal 1842 al 1848. Esponente di un classicismo purista attraversato da istanze romantiche, partecipò con successo alle principali esposizioni borboniche e postunitarie. Fu protagonista della scultura monumentale napoletana del XIX secolo, autore – tra l’altro – di uno dei quattro leoni del Monumento ai Martiri napoletani delle quattro rivoluzioni (1799, 1820, 1848 e 1860) e di numerosi busti e statue civili. Figura centrale anche nella vita dell’Accademia, fu docente dal 1855 e contribuì al rinnovamento dell’Istituto dopo l’Unità d’Italia, donando nel 1849 la collezione di gessi di famiglia a uso degli allievi.

Alessandro Cicalese

 

Alessandro Cicalese

Studente all'Accademia delle Belle Arti di Napoli, Indirizzo Cinema e Audiovisivo

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