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Rete Nazionale Basta Incendi: la conferenza stampa in Sardegna

Dicembre , mese di ricorrenze …mese di festa.

Col Covid  che preme il leit motiv tra la gente e’ la vita durante la pandemia.

Le feste incombono – si diceva – e portano via pensieri impegnativi e sgradevoli. Quanto lo possono essere i problemi atavici legati alla nostra terra. In Sardegna uno tra questi e’ quello della lotta al fuoco.

Agli incendi , che ovviamente ,in inverno fanno poca notizia e incutono meno paura.

Ma e’ viceversa proprio in questo periodo che non bisogna abbassare la guardia sulle cose che riguardano il delicato apparato statale che dovrebbe tutelare la natura di casa nostra.

Invece – come si evince dagli interventi del convegno organizzato a Sestu dalla sezione sarda della rete nazionale “Basta incendi” ,in inverno tutto tace. E quando si muove qualcosa lo si fa spesso in concomitanza di altre notizie che strappano l’attenzione della gente.

Accordi con coloro che lavorano nell’antincendio. Aziende private (talvolta privilegiate) che strappano appalti miliardari nel silenzio più assordante.

Notizie che arrivano già vidimate in principio d’estate. Spesso in emergenza fuoco e bevute da chi paga le tasse nell’ignoranza piu’ assoluta.

Il convegno , al quale in videoconferenza hanno partecipato esperti del settore , giornalisti e tecnici , ha puntato l’obbiettivo incendi soprattutto sulle realtà calabresi ,campane ,toscane ,sicule e sarde , dove “Basta incendi” e’ particolarmente attiva.

E con Giorgio Pelosio ,esperto e tecnico del telerilevamento -oltre ad essere promotore insieme a Bianca Locci nell’Isola della rete “Basta incendi”, hanno preso la parola Silvano Landi , gia’ Comandante della “scuola di formazione del corpo forestale dello Stato,  che si e’ soffermato sulla legge 120 sottolineando le deficenze delle tecniche di guerra al fenomeno denominate “Fuoco prescritto” e “Controfuoco” spesso in contrasto con la tutela ambientale e in antitesi con metodi collaudati come la prevenzione .Lo ha anticipato il discorso di apertura di Bianca Locci , che nel salutare i convegnisti ha posto l’accento sulle conseguenze degli incendi in Sardegna  e il costo degli interventi a terra ed aerei confrontandoli con una gestione piu’ oculata del denaro pubblico che potrebbe anche in termini meno dispendiosi ,risolvere la piaga del fuoco .Privilegiando metodi come il telerilevamento e tutto cio’ che la tecnologia offre attualmente per individuare subito il fronte del fuoco, come l’uso dei droni dei satelliti e dei sistemi di terra. Peraltro, già previsti anche nella legge 120 che e’ recentissima ,essendo datata 8 settembre 2021.

E poi ancora Cristiano Manni ,rappresentante toscano di Italia Nostra,che ha disquisito delle difficolta’ legate alle cause ,spesso dovute ad una cattiva educazione di chi il bosco lo vive per lavoro ,primi fra i quali agricoltori e pastori. Ma non solo.

E cosi’ come accade in Campania ,dove lavora Maria Rosaria Voccia, giornalista d’inchiesta che ha parlato del rapporto tra politica, magistratura e informazione. Sempre dalla Campania e’ arrivato il contributo di Donato Bella ,coordinatore di varie associazioni che si interessano dei temi legati alla tutela ambientale. Discorso che abbraccia i rapporti tra politica ,malavita e clientela. Troppo appetitoso il business che gira intorno al fuoco per non far ingolosire i “soliti noti”.

Vincenzo Romano ,neuroscienziato e attivista di vari gruppi che operano in Calabria ha parlato dei tanti interessi che girano nella politica calabrese. Piu’ che lotta al fuoco si puo’ parlare di vero e proprio assalto alla diligenza con tanti appetiti da soddisfare.

Con il rischio di finire nei guai se si mette il naso in faccende a cavallo tra business , malaffare e politica.

Pino Zarbo ,intervenendo dal convegno ,in qualita’ di esperto del settore ambientale e gia’ membro del WWF Sardegna ,ha stigmatizzato i metodi del controfuoco e del fuoco prescritto ,ultima ratio discussa dello scontro tra uomo e incendi. Il telerilevamente – al contrario – si e’ rivelato negli anni un ottimo e veloce deterrente al primo intervento.

Grande empatia per  l’intervento   di Giulia Rubino che in maniera semplice e inequivocabile ha raccontato la sua esperienza di attivista in Sicilia.

Anche in quella regione il malaffare la fa da padrone.

Tanti i rischi per chi si oppone e si frappone alle regalie di turno. Ma grande speranza per le giovani generazioni che si stanno organizzando sempre  piu’ numerose in terra sicula.

Le conclusioni a Giorgio Pelosio , che spiegando i vantaggi delle telecamere che abbreviano i tempi di allarme , ha fatto la radiografia alla legge 120 esortando pubblico e associazioni ad una sempre maggiore vigilanza e ad adoperarsi perche’ sul fronte degli incendi  non cali il buio soprattutto nei periodo in cui il fuoco cuoce sotto la brace. ”E’ inverno. Parliamone ora -ha concluso – prima che sia troppo tardi”.

Antonello Lai

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