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Tendenza

Costiera Amalfitana: Perché il Sentiero dei Limoni di Minori può diventare una scuola del territorio

Intervista a Maria Rita de Cassia de Assis Matarazzo, pedagogista e ideatrice del framework INSEG

12 Settembre 2026

Costiera Amalfitana, Salerno –  ” Il reportage di Maria Rosaria Voccia sul Sentiero dei Limoni di Minori mostra molto più di un paesaggio: mostra un patrimonio vivente che può diventare uno straordinario strumento educativo. Da questa intuizione nasce la proposta che porto avanti attraverso il framework INSEG: trasformare il territorio in un laboratorio di apprendimento interdisciplinare per la scuola primaria”.

Dottoressa Matarazzo, che cos’è, concretamente, il framework INSEG?
È un percorso di formazione per docenti — non un tema in più da aggiungere al programma, ma uno sguardo nuovo su ciò che si fa già in classe. INSEG aiuta l’insegnante a integrare pensiero computazionale, competenze digitali e valorizzazione del patrimonio locale, ancorando ogni attività al territorio in cui i bambini vivono. Non si aggiunge lavoro: si dà senso a quello che già si insegna, collegandolo alla terra sotto i piedi degli alunni.
Come può un video come quello sul Sentiero dei Limoni entrare in una classe?
Quel reportage, letto con occhi pedagogici, è un intero curricolo. Dai circa 400 gradini che uniscono Minori e Maiori nasce la matematica del percorso; dai terrazzamenti, la geografia e le scienze; dalla storia dello sfusato amalfitano — documentato già nelle fonti del XVII secolo — la storia locale; dal dialetto e dalla poesia dedicata alle formichelle, la lingua e la memoria. Una sola passeggiata diventa un progetto che attraversa quasi tutte le discipline.
Quali competenze sviluppano gli alunni?
Qui sta il cuore, e la differenza. Gli alunni non osservano soltanto il territorio: imparano a leggerlo con gli strumenti del pensiero computazionale. Scompongono un problema complesso in parti — come organizzare una guida del Sentiero? —, riconoscono schemi ricorrenti nel paesaggio, mettono in sequenza le tappe di un percorso, classificano ciò che osservano. Sono le competenze tipiche del pensiero computazionale, ma sviluppate a partire da situazioni reali e vicine alla loro esperienza — non da esercizi astratti o da uno
schermo, bensì dai 400 gradini che hanno sotto i piedi. È questo che distingue
INSEG da un progetto di sola educazione al patrimonio: il territorio non è solo da
amare, è da pensare. E accanto a questo cresce una competenza che non si
misura con un voto: il senso di appartenenza.
Perché è così importante che il territorio diventi un laboratorio?
Perché un’eredità non si trasmette da sola. Le formichelle — le donne che
trasportavano lungo centinaia di gradini sporte di limoni fino a sessanta
chilogrammi — non hanno lasciato solo un frutto, ma un modo di abitare quella
terra. Se i bambini non imparano a conoscerlo, quell’eredità si spezza: non
perché il limone scompaia, ma perché nessuno saprà più cosa significa. La
Costiera non può essere vista come un prodotto. In un territorio meta di turismo
di massa, il rischio è che venga percepita solo come una destinazione da
consumare — ma una comunità non può vivere di sole immagini.
Quale impatto può avere sulla comunità?
I terrazzamenti che vediamo nel video non sono solo bellezza: sono il risultato di
secoli di lavoro umano e contribuiscono ancora oggi a contrastare l’erosione del
suolo. Guardarli come sfondo per una fotografia significa dimenticarne la
funzione più profonda. Allo stesso modo, l’educazione è il terrazzamento della
mente: è ciò che trattiene la memoria di una comunità e le impedisce di scivolare
via. Radicare le nuove generazioni è l’unico modo perché la Costiera continui a
essere raccontata dai suoi stessi figli, con verità e non con lo scatto che tutti si
aspettano. Il reportage di Maria Rosaria mostra il patrimonio nella sua bellezza;
il framework INSEG forma chi quel patrimonio dovrà ereditarlo. Certe radici, come
certe strade, si custodiscono meglio insieme.

Le Autrici
Maria Rita de Cassia de Assis Matarazzo è pedagogista e ricercatrice educativa. Da due anni si
dedica allo studio del territorio salernitano come laboratorio di apprendimento, esplorando il
rapporto tra educazione, patrimonio culturale, innovazione didattica e pensiero computazionale.
È ideatrice di INSEG, una proposta di formazione didattico-pedagogica che supporta i docenti
nell’utilizzo del territorio come risorsa educativa, promuovendo nei bambini competenze
trasversali, pensiero critico, consapevolezza culturale e senso di appartenenza alla comunità,
affinché il patrimonio locale possa essere conosciuto, vissuto e trasmesso alle nuove generazioni.
www.formazione-inseg.com

Maria Rosaria Voccia è giornalista, editore e direttore responsabile di www.sevensalerno.it e di www.7network.it. Storico dell’Arte. Esperta in giornalismo eco ambientale, tecnico di ingegneria naturalistica, docente, progettista culturale, autrice del Format Campania in Fiamme: Criticità & Proposte, si impegno nelle e per le campagne eco ambientaliste perché desidera un mondo migliore, per noi e per i nostri figli.

 

Alessandro Cicalese

Alessandro Cicalese

Laureato in Cinema e Audiovisivi all'Accademia delle Belle Arti di Napoli

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